L’ATTENZIONE PER L’AMBIENTE

Il recupero naturalistico dell’insediamento dismesso può avvenire in diversi modi, in base alla tipologia, alle dimensioni e alla collocazione del giacimento. La riqualificazione di un’area collinare o montagnosa avviene principalmente attraverso l’impianto di terra e nuova vegetazione sui gradoni utilizzati per la coltivazione mineraria.
Molto più ampie le possibilità che si presentano per le cave di pianura. Si può rimodulare il terreno attraverso il riempimento con terra dell’area di scavo, piantumare con alberi ad alto fusto autoctoni, oppure destinare l’area alla coltivazione di ortaggi e verdure o, ancora, alla realizzazione di impianti sportivi, piste ciclabili e percorsi naturalistici, campi da golf, strutture residenziali.
L’intervento nelle cave in acqua si concentra sulla salvaguardia del micro-sistema acquatico e dell’equilibrio idrogeologico. In molti casi sono stati realizzati percorsi naturalistici o laghi per la pesca sportiva; in presenza di bacini più grandi, sono stati realizzati impianti per gli sport nautici, come canoa, canottaggio, sci nautico.

Il riciclo

Presso gli stessi siti estrattivi si è diffusa l’installazione di impianti dedicati al riciclo dei materiali di risulta dall’attività edile per alimentare la produzione di sabbia e ghiaia. Utilizzando impianti dedicati, vengono selezionate le macerie e i materiali provenienti da cantieri e demolizioni. Dopo opportuna separazione della frazione metallica e delle frazioni indesiderate, le macerie sono sottoposte a trattamento di macinazione, vagliatura e selezione granulometrica. Si ottengono così aggregati che possono essere impiegati in piccola parte nelle opere stradali (rilevati, sottofondi, riempimenti e colmate, strati di fondazione), nei manufatti in calcestruzzo a bassa resistenza e nei ripristini ambientali. La percentuale massima di materiali riciclati è del 5% del totale.

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