IL PROCESSO PRODUTTIVO

Sicurezza e barriera verde

Dopo l’individuazione dell’area di estrazione e l’analisi territoriale da parte di specialisti geologi, si provvede all’allestimento del cantiere di coltivazione con recinzioni di sicurezza e, spesso, con la realizzazione di una barriera verde con specie autoctone per ridurre l’impatto visivo dell’attività e mitigarne l’inserimento nel contesto ambientale circostante.

Lo scolturamento

La coltivazione della materia minerale ha inizio con la fase dello “scolturamento”, ovvero con l’asportazione dello strato superficiale di suolo che normalmente ricopre il giacimento. Il terreno asportato viene temporaneamente accumulato in appositi spazi, pronto per essere impiegato nuovamente nella fase di recupero, per rimodellare le scarpate e farvi ricrescere la vegetazione.

L’estrazione

L’attività estrattiva vera e propria può essere svolta “a secco” o “in acqua”, a seconda della profondità della falda acquifera sotterranea. Nell’escavazione a secco si utilizzano escavatori meccanici, in quella in acqua è impiegata una draga galleggiante dotata di benna mordente. Diverso il processo utilizzato nelle cave di roccia, dove vengono adottati mezzi meccanici o, più frequentemente, speciali cariche esplosive utilizzate nel modo più controllato e sicuro.

La selezione e il trasporto

Il materiale estratto viene inviato con un sistema di nastri trasportatori all’impianto di lavorazione. Il nastro montante, che raggiunge la sommità dell’impianto di selezione e lavorazione del prodotto, scarica l´inerte in una bocchetta di raccolta direttamente collegata con il vaglio rotante o con vibro-vagli primari, che separano il materiale grezzo estratto in classi granulometriche.

Lavaggio

Nell’impianto, il materiale è sottoposto ad un processo di lavaggio per l’asportazione di limo e argilla, la cui presenza pregiudica la qualità del prodotto finito. L’operazione di lavaggio avviene rigorosamente con acqua senza agenti chimici. Al termine dell’intero processo, l’acqua pulita viene riutilizzata. Le acque residuali confluiscono in bacini di decantazione e depurazione.

Frantumazione

Dopo il lavaggio il materiale è avviato ai frantoi, dove avviene la frantumazione.
Questa fase di lavorazione consente di rendere utilizzabili anche materiali che per la loro dimensione naturale non lo sarebbero: conferisce al pietrisco dimensioni adeguate ad ogni specifico impiego.
I materiali di risulta da demolizioni subiscono questo stesso trattamento, che permette il loro riutilizzo in cantiere.

Stoccaggio o deposito

Sabbia e ghiaia, dopo esser state lasciate ad asciugare, sono condotte, tramite nastri trasportatori separati, ai silos di stoccaggio. In particolare la sabbia passa in macchine scolatrici e vibro-asciugatori che riducono l’elevata percentuale d’acqua ancora presente dopo il primo trattamento del vaglio rotante.
In alternativa ai silos, i prodotti finiti possono essere destinati ai piazzali di cumulo, in attesa di richiesta.

Recupero

Presupposto per il rilascio dell’autorizzazione all’attività di cava è la definizione di un progetto di recupero dell’area di estrazione. Il progetto, che ha inizio già durante la fase di coltivazione e l’accompagna per tutta la durata, prevede come prima fase la messa in sicurezza delle scarpate. Contestualmente vengono attuati gli interventi di riqualificazione del territorio.

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